LA CUCINA DI MIA NONNA


Editoriale del 26 giugno 2014

Tracce di mia nonna nella marmellata di prugne. Non è una buona notizia per chi sostiene, e non sono pochi, che la cucina di una volta era più sana e genuina. Io peraltro sono sempre stato scettico al riguardo: all’epoca di mia nonna si viveva vent’anni di meno e le malattie di origine alimentare erano diffusissime, almeno quanto le carenze igieniche Ma mia nonna no! Lei era una grandissima cuoca: da bambino mi metteva sotto il naso spettacolari piatti di maccheroni al tonno e di trippa alla romana. Comunque sia, è andata così. Ho trovato per caso un vasetto di marmellata scaduto da decenni: “Prugne della pianta di zio Tonino, 1969”, si leggeva nell’etichetta scritta da mia nonna. Il vasetto aveva incredibilmente mantenuto il vuoto e non si vedevano muffe. Stavo per buttarlo, quando ho pensato che la mia povera madre se ne sarebbe dispiaciuta molto. Chissà poi se quella marmellata l’aveva preparata davvero mia nonna, ho pensato. E l’ho fatta sottoporre a test di diversa natura, compreso quello del DNA che tanto turba la serenità delle famiglie.
Non so come abbia fatto mia nonna a finire lì dentro: ha perso capelli, si è desquamata, ha starnutito, ha versato lacrime e sudore. Si alzava all’alba per lavorare, la poveretta, e quella marmellata l’aveva preparata con tanto amore. Ho risigillato accuratamente il vasetto con le sue tracce. Lo custodirò come una reliquia, accanto a una sua foto in una cucina in disordine. Grandissima cuoca.

Tony Cinquetti
(Etica gastronomica)

COGLI L’ATTIMO

 

da Grazie… nonna (1975) diretto da Marino Girolami, con Edwige Fenech e Giusva Fioravanti

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