LA MONTAGNA DI PLASTICA


Editoriale del 13 febbraio 2026

Se c’è un aspetto dello sciare che ho sempre amato è il contesto paesaggistico in cui si svolge. Non amo tanto lo sport in sé, ma piuttosto il poter ammirare cime, foreste, distese bianche, vallate e respirare quel senso di infinito che solo i paesaggi ampi e meravigliosi ti regalano.

Per questo, quando un’amica di ritorno da Dubai mi ha raccontato della possibilità di poter sciare, all’interno di un enorme centro commerciale, l’ho trovato subito un controsenso.

In questa città araba, infatti, puoi sciare in una bolla di plastica, grande come due campi da calcio, con le Dolomiti dipinte sulle pareti, tra finti chalet, magari guardando le vetrine di Prada o di Gucci, ma senza poter vedere il cielo.

Dopo aver superato l’incredulità per una tale idiozia, ho iniziato a pensare al vergognoso impatto ambientale e spreco energetico. Costruire in un luogo, dove c’è carenza idrica e temperature che arrivano a 50°C, una piccola Cortina, è la rappresentazione perfetta di una follia ecologica!

Più ci pensavo e più aumentava l’insofferenza verso chi si sente onnipotente e crede di poter fare tutto, ovunque e comunque.

Se sei a Dubai, non puoi sciare. Se sei in Val Badia non puoi fare snorkeling. Punto!

Sembra un’ovvietà, ma evidentemente non lo è.

Quando pensavo di aver digerito una tale assurdità, la mia amica mi ha confidato “E ci sono anche dei pinguini. Pinguini veri!”. Se già la visualizzazione nella mia mente di quel posto era irritante e grottesca, l’aggiunta dei pinguini costretti a vivere a Dubai, è stata la ciliegina sulla torta. Ho immaginato i pinguini che spaesati si aggirano con il loro incedere goffo sulle (finte) piste da sci, tra (finti) chalet, sotto un (finto) cielo, guardando (finte) montagne, tra (veri) idioti che li baciano come fossero pupazzi. E lo sconforto, che a volte nutro per l’essere umano, ha avuto la meglio.

Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

https://youtu.be/wP7uPi7lVVY

“Ho immaginato i pinguini che spaesati si aggirano con il loro incedere goffo sulle (finte) piste da sci, tra (finti) chalet, sotto un (finto) cielo, guardando (finte) montagne, tra (veri) idioti che li baciano come fossero pupazzi. E lo sconforto, che a volte nutro per l’essere umano, ha avuto la meglio.” Da LA MONTAGNA DI PLASTICA – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

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