LA PORNOSTORIA


Editoriale del 9 febbraio 2105

Guardare o non guardare la filmo-cronaca con cui lo Stato Islamico ha diffuso l’auto da fè del capitano dell’aviazione giordana Kasasbeh. È pornografia, è stato detto da insigni commentatori, e serve solo a permettere alla barbara narrativa di diffondersi, all’eccitazione di esalare dalle immagini, scatenando nei nemici del califfato incubi e bandiere bianche, o furore e pruriti bellici. Conta poco che siano puntuali le prospettive strategiche, e che queste non nascondano invece un pavido pudore per la truculenza. Comunque, il popolo coglione è stato spedito a nanna dopo il Carosello. In ultima analisi le persone non vengono ritenute in grado di digerire la realtà. Non penso a cospirazioni, ma piuttosto alla naturale indolenza dei tanti blandita dall’irriflessa spocchia di pochi. È sufficiente a lasciare che il mulino della Storia continui come sempre a essere alimentato da uno spesso torrente di sangue. Tutto ciò che è interessante avviene nell’ombra diceva Cèline. Nelle ombre del videogame diffuso dallo Stato Islamico si agitano molti fantasmi, uno su tutti la nostra parte di responsabilità nella nascita dell’effimero totalitarismo califfale di Siria e Iraq. Mi piace immaginare la dignità degli uomini come guercia, con pupille spalancate come voragini su bellezza e orrore, indistintamente. Suona saccente, tonitruante, un esercizio onirico, forse dei soli polmoni. E me ne rendo conto. Ma è qui, a portata di mano. Basta mandare a fare in culo babbo, impugnare il telecomando, e da Calimero passare a un bel canale di pornostoria.

Luca Foschi
(Inviato di guerra da Aristan\ Aristan’s war correspondent)

COGLI L’ATTIMO

 

da un Carosello degli anni ’60

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