L’ARTE DELLA MEMORIA


Editoriale del 5 novembre 2014

Nei nostri anni convulsi affidiamo a strumenti tecnici quelle competenze che un tempo erano peculiari del nostro cervello. Nell’era predigitale – sino a una ventina d’anni fa – la memoria era un valore tanto quanto adesso è diventato un valore la capacità di chattare su internet.
Raimondo Lullo scrisse un libro – famosissimo sino all’epoca di Negroponte – sull’arte combinatoria, dove spiegava – fra le altre cose – in che modo raggiungere la sintesi dei ragionamenti attraverso la combinazione di diverse conoscenze.
E queste diverse conoscenze non valgono nulla se non vengono memorizzate. Fiorì – da Cicerone in poi – la scienza della mnemotecnica, cioè l’arte della memoria. Che sonda un argomento insondabile: il mistero della mente umana. Tutti i maghi hanno scritto trattati di mnemotecnica.Perché la vera magia è ricordare tutto per poi capire.Oggi smettiamo di ricordare perché non vogliamo comprendere. La magia umana è stata sacrificata alla magia del computer. Che ragiona per noi. E trova per nostro conto l’amore, l’amicizia, la ragione.Diventando non più lui uno strumento nostro ma noi uno strumento suo.

Raimondo Bruno
(Magonauta di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da Rain Man – L’uomo della pioggia (Rain Man 1988) diretto da Barry Levinson ed interpretato da Tom Cruise e Dustin Hoffman

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