LE PAROLE DI DIO


Editoriale del 9 settembre 2012

Facendo ordine nell’ottava sala dell’Archivio, ho trovato una cassetta ancora sigillata con sopra scritto: Da aprirsi dopo la lettura della memoria di Pio Urru. Consultando il Protocollo Generale sono risalito fino al 1890, quando fu aperta quella memoria scritta cento anni prima. Notaio per professione e teologo per passione, Urru dedicò tutta la vita alla ricerca delle prove dell’esistenza di Dio. Credeva nella Bibbia, ma la considerava una testimonianza indiretta utile solo a chi ha il dono della fede, ma inutile a soddisfare le esigenze della ragione. Quindi cercò nella Natura, concepita come un’immensa Bibbia, la parola di Dio scritta direttamente da Lui. Tentò di decifrare il codice divino celato nelle mutevoli forme delle nuvole, nella disposizione dei rami degli alberi, nelle creste spumeggianti delle onde del mare. Infine, trovò la soluzione nella variabilità dei solchi incisi sui noccioli di pesca, parole e pensieri nella lingua di Dio. La memoria si chiudeva con l’impegno di donare all’Archivio dei campioni esemplari del suo lavoro, con una grammatica e un dizionario che rendessero possibile a chiunque la decifrazione dei segni divini.

Quando, con immensa emozione, aprii la vecchia cassetta tarlata, vidi un fuggi fuggi di pesciolini d’argento, e poi alcuni noccioli semisommersi in una farina di carta grigiastra: tutto ciò che restava della preziosa grammatica e del prezioso dizionario.

Carlo M.G. Pettinau
(Archivista dell’Oblio)

COGLI L’ATTIMO

 

da Tel chi el telùn spettacolo teatrale del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo del 1999

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