UN MARÒ, DUE MARÒ, CHE MARÒ(NI)


Editoriale del 29 marzo 2013

Sulla vicenda dei due marò c’è chi sostiene che al punto in cui siamo e considerando la serie infinita di figure di merda che l’Italia ha inanellato sarebbe stato meno doloroso e più dignitoso sopprimerli qui, in patria. La capacità di risolvere problemi non sembra essere una prerogativa italiana. Ora sono tornati lì, in India pare non accettino le promesse da marinaio. La parola di un italiano è sacra fino a un certo punto, sicuramente meno delle vacche in India. D’altra parte sembra che alle pressanti richieste del Governo indiano il nostro ministro non abbia potuto dire di no anche perché in quei paesi il problema del sovrappopolamento è molto sentito e i nostri due fucilieri saranno pure giovani e sventati, ma hanno una buona mira. Da parte loro le autorità indiane affermano che rispetto ad un’eventuale condanna a morte non possono garantire; lo scontrino sì, ma la garanzia proprio non riescono a recuperarla. Latorre e Girone saranno giustiziati in India? Ci auguriamo di no, naturalmente, ma se così disgraziatamente fosse ce ne faremo una ragione, la morte in quei luoghi assume contorni più sfumati, meno definitivi. Probabilmente si reincarneranno, speriamo non in due pescatori.

Gianni Stocchino
(Filmnauta di Stato)

COGLI L’ATTIMO

 

da Pasqualino Cammarata… capitano di fregata (1973) diretto da Mario Amendola e interpretato da Aldo Giuffré e Ninetto Davoli

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