MINUTI DI SILENZIO


Editoriale del 12 giugno 2013

Quattro mesi fa ci ha lasciato Erik Ci, anziano direttore della sezione tramonti. Una perdita importante per l’Ufficio Meteo: era considerato il massimo interprete del colore del cielo. Uomo di sani principi, autorevole e rispettato: il suo parere contava, impossibile contrariarlo. Tanto rimpianto che ancora oggi, appena qualcuno lo propone, l’Ufficio osserva un minuto di silenzio, basta sollevare un dito. Ho calcolato che sommando tutte queste pause ogni mese si perdono almeno quattro giorni di lavoro nelle commemorazioni di Erik. In qualità di direttore, è mio dovere provare lentamente a farlo dimenticare. E’ rimasto qua e là qualche suo ritratto, il più imponente nella parete dietro la mia scrivania. Qualche giorno fa, mentre mi concentravo sul lavoro, ho schiacciato una fastidiosa formica che cercava di scalare la mia gamba. Immediatamente ho pensato a Erik, lui non l’avrebbe mai fatto. Mai contrariare i morti. Mi sono voltato a guardarlo e ho osservato un minuto di silenzio.

Marco Schintu
(Meteorologo ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

 

Unforgettable (Irving Gordon 1951) è qui cantata da Nat King Cole

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