NON SONO RIUSCITO MAI A DIRVI CHE VI HO MOLTO AMATO


Editoriale del 25 gennaio 2026

Ho un grande rammarico.

Non sono riuscito mai a dirvi, babbo e mamma, che vi ho molto amato.

E ora che, babbo, non ci sei più, non so come rimediare.

Quando vado a casa tua, mamma, ti saluto portandoti un piccolo dono.

Che è come raccontarti il mio amore.

Ma non riesco ancora a baciarti.

E non riesco a dire ciò che provo

Poco tenerezze, non ci siamo abituati.

Però ti sbuccio l’arancia vaniglia, togliendo ogni minuscolo filamento bianco.

Quando vedo che le stai finendo, te ne porto in segreto un’altra cassetta.

E quando ti lamenti perché sei ingrassata dico che è solo ritenzione idrica.

E quando dormi sul divano, avvolgo una coperta sui tuoi piedi.

E quando il fuoco si sta spegnendo, lo ravvivo.

E ti porto la legna.

E raccolgo le uova e te ne do sempre una ancora calda ogni mattina.

Ma non riesco a dirvi che ti voglio bene,

Non riesco a dirlo a nessuno.

Il mio è un amore muto.

Fatto di cose e di gesti.

La parola amore mi si spezza in gola.

Anche perché nella nostra lingua, mamma, non esite.

Diciamo “istimare” che vuol dire molte cose: baciare, rispettare, voler bene.

Però ho letto molte poesie.

In italiano e in latino, in greco e in inglese, in spagnolo e in francese, in cinese e in turco.

E vorrei dirvi che vi ho molto amato.

Spesso mi fermo davanti alla tua fotografia, babbo.

E manco con lei riesco a trovare la forza per dire che ti ho molto amato.

Manco con lei riesco a dire quanto mi manchi.

E quanto avrei voluto confidarmi con te per ogni lamento del mio cuore.

Ma non mi hai chiesto come stessi per quel tuo antico pudore che ti impediva ogni confidenza.

Quello stesso pudore che io ho.

Come stai?

Non si chiede.

Sei triste?

Non si chiede.

Ti voglio bene?

Non si dice.

Una bacio?

Non si può dare,

Ma ti portavo le pere dalla campagna, babbo.

E gli innesti degli olivi.

E la ricotta mustia.

E il pistiddu di Oliena.

Un bacio?

Non si può dare.

Una carezza?

Non si può dare.

Vi voglio bene?

Non si può dire.

Siedo davanti al camino e vi vedo attraverso la fiamma amica.

Parliamo di quella mucca che ha partorito.

E di quel libro che ho appena scritto.

E io ho nel cuore quel bacio che non vi ho dato.

Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

“Siedo davanti al camino e vi vedo attraverso la fiamma amica. Parliamo di quella mucca che ha partorito. E di quel libro che ho appena scritto. E io ho nel cuore quel bacio che non vi ho dato.” Da NON SONO RIUSCITO MAI A DIRVI CHE VI HO MOLTO AMATO – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

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