QUALCOSA DA DIRE


Editoriale del 13 agosto 2014

Da alcune notti mi vengono a trovare in sogno Robert Doisneau, Ferdinando Scianna, Mario Giacomelli ed Edwin Land, l’inventore della Polaroid.
Ci sediamo in terrazza, con questo caldo si sta meglio, e parliamo ovviamente di fotografia, delle nuove tendenze, delle mode. Parlo dei social network, dei selfie! Prendo il tablet e girovaghiamo a lungo su facebook. Osservo le loro facce divertito.
Doisneau appare incredulo: “la realtà è piena di cose più straordinarie di specchi, pareti dei cessi, gatti… “. Edwin Land invece è entusiasta: “a me piacciono, sembrano fatte con la polaroid!”. “Sembra” – dico io – “in realtà sono fatte con i cellulari, iphone…” aggiungo, provocando involontariamente l’immediata scomparsa di Land dal sogno.
La terza notte interviene Aditya Khosla, studente del MIT che ha prodotto uno studio per predire il successo di una fotografia. “Su Facebook, Instagram e Twitter, reggiseni, minigonne, bikini e tazze da tè hanno un forte impatto sulla “celebrità” della foto. Colori accesi e vivi come il rosso o il blu. Figure umane meglio se in posa e non in azione”.
“Tazze da tè? Ho sentito bene? Tazze da tè?” – Scianna con lenta rassegnazione si dissolve. Giacomelli cerca di trattenerlo “aspetta! Del resto la fotografia è una cosa semplice…” si guarda intorno, siamo rimasti solo noi due. “A condizione di avere qualcosa da dire” aggiunge prima di scomparire.

Piergiorgio Mulas
(Direttore di Ar Psicosomatica)

COGLI L’ATTIMO

 

da Blow-Up – 1966 diretto da Michelangelo Antonioni.

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