SALMO n 22. ENCORE = ENCORP


Editoriale del 27 febbraio 2016

“Encore”: quando Lacan decise di tenere un seminario sull’amore lo titolò “Ancora”, parola che dell’amore esprime «il duro desiderio di durare». Nell’incontro di Gesù con la Samaritana, incontro di desideri d’acqua, d’amore e di Dio, “Ancora” è parola ambigua: o di una durata cercata nell’ identico di un passato insuperabile («Sei forse tu più grande del nostro padre Giacobbe che ci diede questo pozzo?»), o di una durata cercata nel nuovo di un futuro sempre rincorso e perso («hai avuto cinque mariti …»).
La donna di Samaria sfida e sfotte l’uomo di Giudea sull’impossibile promessa di darle un’acqua che interrompa la fatica di un “ancora” ripetitivo a pozzi d’acqua e amore sotto il sole: «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere». Gesù ha cominciato dicendo “Ho sete”, e non sussume, quest’acqua non ce l’ha. Ma a sua volta sfida la donna su ciò che nemmeno lei ha: «Va’, chiama tuo marito e torna qui». Miracolo, lei pure riconosce: «Non ho marito». Nel dialogo di sfide anch’esse ripetute, per la prima volta una verità condivisa appare quando ciascuno riconosce di non avere ciò che l’altro chiede: «Hai detto bene: Io non ho marito. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».

Senza i vostri due nulla donati ai pozzi della sete,
fratello in Giudea e sorella in Samaria,
staremo sempre a rincorrere “ancora” di averi passati o di futuri.
La fedeltà che cercavi e cerchi, sorella in Samaria,
non ha immagine di identico da specchio,
ma il volto di un altro a te di fronte,
costola donata, persa e trasformata,
l’atteso e cercato
‘ezer kenegdô, aiuto infine ad essere:
“ancora” di identico non più ripetitivo,
sorgente ora eterna di rinati e dissetati,
creature nuove e nuovi dal nulla creatori.

«Gli dice la donna: Quando verrà il messia, ci annuncerà ogni cosa.
Le dice Gesù: Sono io che parlo con te».
L’eterno in corpo di presente,
il tuo volto, tu io, “encore, encorp”.

Antonio Pinna
(salmista di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

La samaritana al pozzo

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