Salmo 77, OCCHI A CONDIVIDERE II


Editoriale del 18 marzo 2017

Al sole di Gerusalemme, le pietre bianche del tempio dovevano essere più abbacinanti del solito, quel giorno. Bianche e abbacinanti anche quelle pietre già pronte a lapidare quel Maestro Nazareno, che aveva appena detto: «“Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia”. Allora i Giudei gli dissero: “Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?”. Rispose loro Gesù: “In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono”. Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio» (Giovanni 8,56-59).
Fuggiva dunque da quelle pietre accecanti e cieche, quando «Passando, vide un uomo cieco dalla nascita, e i suoi discepoli lo interrogarono: Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» (Gv 9,1-2).

Quanti tuoi credenti, Signore, si credono a parlare di Dio parlando di peccati. Facendoci peccare ancor prima di nascere, si credono, per questo, ancor più religiosi. Diverso, Gesù, in quel mattino: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio». I tuoi credenti molto religiosi, dunque, camminano all’indietro, se per te, Signore, non è il passato a spiegare il presente, ma il futuro? (Gv 9,3)

E un futuro debole, che per nascere ha solo questo incrocio di passaggio. Così tu aggiungi: «Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». (Gv 9,4-5)

Debole due volte, ma fecondo il tuo futuro,
perché, luce del mondo, tu, Signore,
hai visto nel buio di quel cieco arrivare la tua notte.
Con lui rinato non vedente,
hai condiviso il calore di un sole mai visto,
ma vissuto a carezza sulla pelle.
Anche tu, Signore, hai avuto solo un’ora per amare.

Come tu di fronte al cieco dalla nascita,
dammi, Signore, occhi a condividere.
Anche il buio, prima della luce.

Antonio Pinna
(salmista di Aristan)


Anche tu, Signore, hai avuto solo un’ora per amare. (da Salmo 77 OCCHI A CONDIVIDERE – II, editoriale di Antonio Pinna)

Un’ora sola ti vorrei cantata da Ornella Vanoni a Canzonissima del 1968

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