RE SALOMONE La mancata sposa


Editoriale del 27 novembre 2016

SALOMONE-di-Pedro-Berruguete

Quando i suoi sgherri gli portarono in dono la bella Sulamita, re Salomone vide lo splendore del suo corpo intuendone le forme dietro gli stracci con i quali era rivestita. E immaginò quanto bianca fosse la sua pelle prima che venisse cotta dal sole che le bruciava il corpo quando stava a guardia delle vigne degli altri per un tozzo di pane.
Il re rapito dalla sua grazia immortale, la vestì come principessa e adornò il suo collo con sfarzosi gioielli facendola vivere nel piu bello dei palazzi. Ma mentre godeva delle sue carni morbide, capì la tristezza del suo cuore. Infatti amava lei un povero pastore che niente poteva offrirle al di fuori del suo amore. Quando il più saggio dei re compose il cantico dei cantici immaginò il dialogo fra i due innamorati piangendo di dolore per essere un usurpatore di altrui passione. E quindi lasciò libera la colomba di tornare nei monti della Galilea per cercare quell’uomo che l’avrebbe resa sposa migliore di quanto non era stato in grado di fare il re dei re.
Ma in questo Salomone mostrò la sua grandezza perché non amò una donna ma l’amore.

Antonangelo Liori
(Microbiografo di Aristan)


Quando il più saggio dei re compose il cantico dei cantici immaginò il dialogo fra i due innamorati piangendo di dolore per essere un usurpatore di altrui passione.
(da RE SALOMONE – La mancata sposa, editoriale di Antonangelo Liori)
il Cantico dei cantici letto da Roberto Benigni

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