SEMINARIO MENSILE


Editoriale del 2 SETTEMBRE 2014

Da quest’anno il Liceo Quijote istituirà un seminario mensile dedicato alle scritte sui muri delle città italiane. A ciascun docente verrà assegnata una città da perlustrare (di persona o attraverso le mappe via Internet) alla ricerca delle frasi più interessanti e originali che i vari grafomani, sfaccendati o repressi, geniali o coglioni, hanno vergato con lo spray o il pennarello come messaggi in bottiglia per i passanti. Per fornirvi un modello di base, ho attraversato io stesso le vie di Piombino per raccogliere queste perle, che ho poi provveduto a selezionare fino ad arrivare a una hit parade delle prime tre, corredata dall’ubicazione della scritta. Una sorta di “The best of imbrattatori” o di “Greatest hits of writer’s genious”.
1° classificato: POTERE AGLI SCONVOLTI (via Cavour)
Potente slogan liberatorio che getta il cuore della politica ben oltre l’ostacolo. Senza promesse, annunci e demagogia, scardina con forza ogni progettualità, spariglia destra e sinistra, dribbla qualsiasi programma e supera i concetti uggiosi di sostenibile e insostenibile. Europa, euro, tasse, scuola, lavoro e spread invecchiano di colpo: quello che conta non sono le idee ma lo stato d’animo febbricitante. L’unico in grado di essere in sintonia con i nostri tempi confusi, anzi di oltrepassarli in disordine e pericolosità. Una cura omeopatica contro il caos. Ci salveranno gli sconvolti: così incasinati e fuori di testa da far sembrare lo stato attuale, al loro confronto, l’Atene di Pericle.
2° classificato: I MAIALI SONO NOSTRI (via Cellini)
Rivendicazione a muso duro della proprietà privata. Una dichiarazione a ciglio asciutto che non teme di affermare energicamente la liceità del possesso: una forma di liberalismo collegata con il mos maiorum, cioè l’humus agricolo della nostra storia, prima romana poi italiana. Equidistante dallo snobismo radical chic con la puzza sotto il naso (eppure i maiali non profumano) quanto dal capitalismo selvaggio dei cementificatori e degli adoratori del dio denaro. Il segnale di una nuova destra, tanto auspicata anche da chi è di sinistra, capace di unire tradizione e rigore, autorevolezza e senso della giustizia.
3° classificato: E’ MORTO CACAIA (via Fucini)
Erede dell’atellana e dei fescennini, prime forme latine di teatro e di umorismo, l’annuncio tragicomico si presta a vari livelli di lettura: uno sberleffo polemico contro l’esagerata dilatazione giornalistica che fa di ogni scomparso un genio insostituibile che merita di riempire le prime sei pagine di tutti i quotidiani, un graffio sarcastico di sfogo postumo verso un conoscente passato a miglior vita di cui l’autore aveva stima talmente scarsa da affibbiargli un soprannome così poco nobile, una malinconica elegia sul declino della diarrea e l’affermarsi della stitichezza.

Fabio Canessa
preside del Quijote, Liceo Olistico di Aristan

COGLI L’ATTIMO

 

da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) diretto da Elio Petri ed interpretato da Gian Maria Volonté e Florinda Bolkan

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