SMETTERE DI SOGNARE


Editoriale del 11 aprile 2013

Mio padre è morto da tempo. Ricordate, ve ne ho già parlato: quel vecchio cieco che credeva d’essere un bambino e vestiva alla marinara…
Stanotte una goccia di pioggia mi ha svegliato, ma forse l’ho solo sognato; mi batteva sulla fronte a intervalli regolari. Ripensandoci, sicuramente sognavo perché udivo, anche se a stento, una voce flebile che non riuscivo a riconoscere:
“Non riconosci la mia voce eppure ancora mi sogni.
Sono qui, sotto la Costellazione dell’Ombra, e piovo su Aristan.
Piovo sulla città. Piovo sulla tua casa e gocciolo sulla tua fronte
attraverso la fessura di una tegola che ho scavato nel tempo.
Sono io, il bimbo che vestiva alla marinara.
Per la millesima volta sono morto di febbri palustri
e sono evaporato in forma di nuvola carica di pioggia.
Fui io ad insegnarti a sognare.
Ora sono sul tuo capo e gocciolo sulla tua fronte:
una goccia ogni secondo, a cancellarti i sogni.
Dimenticami”.
Poi, ho sognato solo pioggia.

Pietro Serra
(Capitano medico ambasciatore di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

da I sogni muoiono all’alba (1961) diretto da Mario Craveri, Enrico Gras e Indro Montanelli. Tratto da un testo teatrale del 1960 dello stesso Montanelli.

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