SPALLE LARGHE


Editoriale del 6 giugno 2021

Come in un lungo viaggio in auto, se non vuoi soffrire, guarda la strada. La verità è che ci si abitua a tutto, a prendere il sole sul cemento, al sesso, alle canzonette, alla malattia, al lutto, a un continuo lamento – perciò è inutile che urli, presto non verrà più nessuno-, a mangiare senza sale, a un morto sulle scale, a tenere i mastelli in cucina, a respirare dentro una mascherina, a due Papi, a un gatto, a vivere senza tette, al lievitare del culo, a un’altra ruga, a vedere qualcuno frugare tra la spazzatura insieme a un gabbiano gigante, al suono delle bombe che da più parti non smette, ai sogni in fuga, alle manette, agli schiaffi o anche ai baci che non fanno più lo stesso effetto. E un estraneo nel letto ogni mattina – sia questi sempre lo stesso o uno diverso- a lungo andare diviene un familiare. Un giorno capiterà perfino di morire e io mi abituerò all’idea, come è successo per le spalline che in effetti non mi sono mai piaciute ma me le facevo piacere lo stesso.
Continua a guardare la strada.

Giovanna Ferraro (Assistente di volo di Aristan)

“La verità è che ci si abitua a tutto.”
Da SPALLE LARGHE – Editoriale di Giovanna Ferraro (Assistente di volo di Aristan)

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