FACCINE


Editoriale del 7 giugno 2021

La caratteristica peculiare degli idiosincrasisti non è quella di indignarsi per ciò che è universalmente irritante, come a esempio Matteo Renzi; o criminale, come la gestione di Autostrade; o ignobile come l’atteggiamento del Governo Italiano nei confronti di quello Egiziano nel caso Patrick Zaki; o pornografico come l’asservimento sino alla menzogna di molti giornalisti verso i loro padroni; o blasfemo, come la spudorata strumentalizzazione propagandistica dei rosari da parte di Matteo Salvini; o indecente, come il pentimento ostentato da Giovanni Brusca, detto ‘scannacristiani’, davanti alla telecamera (“ci metto la faccia” afferma, e il suo volto è coperto come per una rapina); o semplicemente osceno, come l’abuso di preti e suore negli spot pubblicitari della Chiesa Cattolica per l’otto per mille. No. L’idiosincrasista può condividere queste facili indignazioni ma la sua missione è cogliere quei fastidi che molti provano ma che ancora non son stati messi a fuoco. Faccio un esempio: le faccine, quelle boccucce aperte che, nei controcampi dei talent televisivi, ostentano falsissimi “oooh!” di stupore durante le esibizioni. Ma in questi giorni il caso più eclatante di faccinismo è quello di Jessica Morlacchi, ospite fissa in un programma ben condotto da Serena Bortone; le sue faccine declinate didascalicamente in 3/4 espressioni sono il contrappunto fisso per qualunque cosa venga detta nelle conversazioni in studio. Jessica è graziosa e gentile ma i registi della trasmissione, David Marcotulli e Flavia Unfer, rischiano di renderla insopportabile.

Filippo Martinez (Idiosincrasista)

“Le sue faccine declinate didascalicamente in 3/4 espressioni sono il contrappunto fisso a qualunque cosa venga detta nelle conversazioni in studio.”
Da FACCINE – Editoriale di Filippo Martinez (Idiosincrasista)

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