I videogiochi sono il cancro del cinema. Da “Tomb Raider” ad “Assassin’s Creed” alcuni dei film più brutti mai apparsi sullo schermo sono tratti da videogames. In genere sono stati dei flop ed è finita lì. Restano però inspiegabili due casi di successo clamoroso: “Super Mario” e “Five nights at Freddy’s”. “Super Mario Galaxy”, sequel del pessimo “Super Mario Bros”, è stato il campione di incasso nelle vacanze di Pasqua non solo in Italia (oltre 7 milioni di euro) ma negli Stati Uniti (130 milioni di dollari) e in tutto il mondo. Eppure si tratta di un insipido cartoon che sembra creato dall’Intelligenza Artificiale per quanto riproduce logori stereotipi senza alcun guizzo né idea. Peggio ancora il secondo capitolo di “Five nights at Freddy’s”, pasticcio indigesto di horror andato a male, condito di ketchup dolciastro per un pubblico adolescenziale di bocca buona. Entrambe le saghe falliscono da qualsiasi verso le si prenda, prive come sono di intelligenza, umorismo, magia o qualsiasi ingrediente renda gustosa una storia. Nessun divertimento emerge da un’animazione anonima che scorre come un salvaschermo sul computer, mentre l’avventura non quaglia e non decolla, i personaggi sono pure sagome. Nessuna inquietudine si sprigiona dai pupazzoni assassini che infestano un locale fatiscente né l’atmosfera si fa più sinistra quando scopriamo che, dentro ai fantocci degli animali, ci sono i fantasmi di ragazzi uccisi. In entrambi i casi, le sceneggiature dilettantesche e le regie maldestre contribuiscono al disastro complessivo di messinscene incapaci di trasmettere emozioni perfino al più sempliciotto degli spettatori. E che si tratti di prodotti rivolti ai giovanissimi costituisce un’aggravante. Significa forse che i ragazzi, alzato il culo dalla sedia di fronte al computer e sollevata la mano dal mouse, vanno al cinema per testimoniare un’appartenenza, seguono distrattamente quello che passa lo schermo e magari scrollano il cellulare (come capita spesso di vedere nella sala buia), poi sciamano fuori per tornare a casa e ridedicarsi ai videogame? O significa che siamo noi a non riuscire più a decodificare la fiction delle nuove generazioni? Orgogliosi comunque di non comprendere i pregi di robaccia squallida che fa schifo al maiale.
Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)
“Super Mario Galaxy”, sequel del pessimo “Super Mario Bros”, è stato il campione di incasso nelle vacanze di Pasqua non solo in Italia (oltre 7 milioni di euro) ma negli Stati Uniti (130 milioni di dollari) e in tutto il mondo.” SUCCESSI MA CESSI – Editoriale di Fabio Canessa (Preside del Liceo Olistico Quijote di Aristan)



