I TALEBANI SANNO ANCHE DIVERTIRSI?


Editoriale del 16 settembre 2021

Avete visto i talebani che si divertono al parco-giochi di Kabul? Ritornano bambini, impazziscono nell’autoscontro ma sparano ai palloncini e ai pesci rossi con i fucili automatici. Follia. Però durante la visita alla pacchianissima villa del presidente fantoccio afgano imposto dalla “coalizione”, incredibilmente mostrano di conoscere il sarcasmo. I talebani, pur con tutte le atrocità e le bizzarrie di cui sono capaci, sembrano tuttavia essere più vicini alla maggioranza degli afgani di quanto non lo fossero gli americani, lontani anni luce dalla loro religione e dai loro costumi. Nessuno pensava che l’esercito si sarebbe arreso in poche ore senza nemmeno sparare un colpo. “La storia non insegna” scrive Pankaj Mishra (“La tragedia afgana e il delirio imperialista”, Internazionale, 12 settembre 2021). “Nel 2001 sembrava che le élite occidentali non avessero imparato nulla dal loro passato… Gandhi, il meno “taliban” possibile, durante la seconda guerra mondiale lanciò una campagna invitando i britannici a lasciare l’India a Dio o all’anarchia”. Saranno i talebani a metterci davanti agli occhi l’insostenibilità del mondo che abbiamo costruito?

Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

“I talebani, pur con tutta la ferocia e le bizzarrie di cui sono capaci, sono sembrati agli afgani più vicini di quanto non lo fossero invasori lontani anni luce dalla loro religione e dai loro costumi.”
Da I TALEBANI SANNO ANCHE DIVERTIRSI? – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

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