Di Antonangelo Liori
Capitolo 7 – La magica scala
Delle scale in sezione aurea delle torri shardana attorno alle quali sorgono stanze impossibili che si reggono sulle leggi di una ancestrale architettura del futuro.
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Rotolo sulla scala di questa grande torre. Costruita in sezione aurea sulla serie che voi moderni chiamate “di Fibonacci”. Nella quale ogni numero è la somma dei due numeri che lo precedono. Si tratta di due gusci poggiati insieme secondo la divina proporzione e riempiti nei vuoti di pietre e conci in moco che l’apparenza del gioco sia sostanza.
E sostanza è infatti ipotizzare la forza ancestrale di un guscio di lumaca, costruttore dell’asse del mondo.
La matematica di chi costruì è ancestrale è perfetta.
Ancestrale e non conosciuta.
Perfetta perché non nasce per misurare qualcosa ma per reggere il tutto col niente.
Rotolo sulla scala, minuto granello di basalto.
E questa scala è l’asse elicoidale che regge col vuoto l’universo.
Le camere attorno al vuoto costruiscono il pieno di ogni possibile vuoto.
Non è il nuraghe costruito per contenere uomini ma per caricarli di energia positiva.
Non è un luogo dove abitare ma dove vivere una esistenza che pensa non allo stare ma al generare.
Non è magia ma magica energia.
Non c’è niente di eroico ma di superiore.
Io rotolo nella scala delle perfezioni.
Rotolo laddove gli uomini salgono.
Sono basalto.
E forza pura.
Sono eterno legame fra natura e pietra.
Fra forma e sostanza.
Scala vitale con la quale si ascende sino al cuore degli dei ulteriori.



