Una vita eccezionalmente lunga non è necessariamente frutto di buoni geni, comportamenti virtuosi o fortuna. È piuttosto la prova di una cattiva tenuta dei registri anagrafici. Molte delle persone più vecchie al mondo potrebbero in realtà essere morte. E non sempre sono esempio di scelte di vita salutari. È quanto sostiene Saul Justin Newman, ricercatore di Oxford, nel suo libro “Morbid: Debunking Modern Longevity Science” (M.I.T. Press, 2024). Per questa ricerca Newman è stato premiato con l’IgNobel Prize.
Newman solleva dubbi anche nel caso del giapponese J. Kimura, riconosciuto a lungo come l’uomo più vecchio al mondo. Morì nel 2013 all’età di 116 anni. Faceva pasti leggeri, secondo centinaia di articoli. Di lui, però, si sapeva poco. Finì la scuola elementare in tre date diverse, sposò sua moglie in tre date diverse e cambiò persino nome.
Il caso Kimura non è un’anomalia isolata. Gli Hunza sono una popolazione del Pakistan settentrionale nota per la sua longevità. Il mito Shangri-La. Si dice che superino facilmente i 120 anni e che a 90 le donne siano ancora fertili. Un mito naturista che persiste tuttora. Nel 1949 J. I. Rodale, viaggiatore salutista (e fondatore, non a caso, del movimento del biologico americano), affermò in un libro di grande successo all’epoca, “The Healthy Hunzas”, che gli Hunza vivevano così a lungo grazie all’elevato consumo di alimenti biologici come albicocche e mandorle secche, la vita all’aria aperta e l’esercizio fisico. Nel 1956 il medico americano J. Clark smontò completamente queste credenze in “Lost Kingdom of the Himalayas”. Clark visse venti mesi tra gli Hunza e curò migliaia di malati di malaria, tracoma e dissenteria: non aveva trovato niente di diverso da altri popoli di quell’area. La loro straordinaria longevità sarebbe semplicemente dovuta all’assenza di un registro delle nascite, e persino del calendario. Una donna di trent’anni può sostenere di averne novanta, purché ci sia qualcuno disposto a crederci.
Pare che siano ancora in molti.
Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)
“Gli Hunza sono una popolazione del Pakistan settentrionale nota per la sua longevità. Il mito Shangri-La. Si dice che superino facilmente i 120 anni e che a 90 le donne siano ancora fertili”. Da VIVERE CENTOCINQUANT’ANNI SI PUÒ, BASTA CREDERCI –Editoriale di Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan)



