VIVERE SENZA EROS?


Editoriale del 13 luglio 2014

I dinamisti della psiche la definiscono sublimazione e d’estate dovrebbe essere più facile perché fisicamente segna il passaggio dallo stato solido a quello gassoso senza l’altrimenti necessaria forma liquida della materia. Eppure sono fluidi il sangue che scorre, la musica che innalza le emozioni (proprio così!) e il pianto che commuove. Liquido è il sudore del corpo ansimante nel mondo erotico di demoni sommersi e il respiro spezzato da sussulti lunghi e rari come una spiaggia su cui passeggiare tenendosi per mano, anno dopo anno. Allontanatevi dalle inutili sovrastrutture che inquietano la nostra vita e la mettono su binari dritti e arrugginiti e prendete un’altra strada. Basta poco, basterebbe poggiare la testa sulla spalla del vostro amante per trovare riparo dalle passioni e dai dolori che, troppo spesso, sono la stessa cosa. Basta poco, basterebbe occupare le ore dell’erotismo con gesti che trasgrediscono la quotidianità delle ripetizioni, in quelle giornate in cui tutto il resto del mondo sta facendo e avrebbe fatto altro. Un caffè può diventare l’ennesimo incontro clandestino e un viaggio trasformarsi in una fuga naturale. E se forse, e certamente con un po’ di sacrificio e disciplina, si può riuscire a vivere senza erotismo riservandolo ad attimi sincopati e assoluti ancora non si riesce per fortuna a vivere senza la forza che lo alimenta, lo forma e lo deforma nella sua astrazione più nobile e – appunto – sublime, che continuiamo a chiamare Amore.

Luca Pani
(Psiconauta ad Aristan)

COGLI L’ATTIMO

da Il postino suona sempre due volte (1981) diretto da Bob Rafelson e tratto dal romanzo omonimo di James M. Cain. Con Jack Nicholson e Jessica Lange

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