L’AMORE AI TEMPI DEL MAESTRALE


Editoriale del 3 maggio 2026

Venimmo invitati al mare da un amico di babbo e ci portò volentieri perché l’afa di Cagliari era per noi caldo africano.

Spiaggia del Poetto dalle 10 a mezzogiorno e poi pranzo al sacco, enorme sacco, nella pineta omonima, confinante col bagnasciuga.

Mamma si alzò prima dell’alba per cucinare.

Melanzane ripiene.

Pasta al forno.

Maialetto arrosto.

Uova sode (immancabili a casa nostra).

Pane di Desulo e prosciutto.

Arrivati in spiaggia ebbi una folgorazione.

Avevo undici anni.

E a fianco a me si sdraiò una mia coetanea e bellissima della quale follemente mi innamorai.

Parlammo della scuola.

E delle vacanze.

E io follemente mi innamorai, certo che anche lei follemente fosse innamorata dell’adorante Apollo.

Entrammo in acqua.

Lei nuotava benissimo.

Io nuotavo zero.

Io però andavo a cavallo.

Lei non aveva mai visto un cavallo dal vivo.

Io raccontavo di essere Zorro.

Lei raccontava di essere la sirena di Ulisse.

Venne presto il pranzo.

Al sacco, enorme sacco.

E ci sedemmo su scomodissime sediette di plastica che, al suo fianco, mi parvero principeschi troni.

Aprimmo i sacchi, enormi sacchi.

Anche sua mamma si era levata all’alba.

Malloreddus alla campidanese con salsiccia di Monserrato

Polpo con patate.

Fettine di pollo impanate (non avevo mai mangiato carne di pollo in vita mia).

Fettine di cavallo (non avevo mai mangiato carne di cavallo in vita mia).

Poco prima che brandissimo le forchette, maestrale fischiò.

E col maestrale la sabbia di Chia e Pula si riversò sul nostro desco.

Lei imperterrita mangiò la pasta al forno.

Io imperterrito mangiai i malloreddus.

I miei denti stridettero.

I suoi stridettero.

I malloreddus avevano più sabbia che bagna.

La pasta al forno aveva più sabbia che besciamella.

Ma io follemente ero innamorato.

Le follemente forse era di me innamorata.

Mangiai sabbia.

Mangiò sabbia.

L’amore si spense con il sabbioso tiramisù.

Quando arrivò il momento di tornare a casa.

A levare la sabbia dai denti ci misi quasi un mese.

L’amore si spense.

Il ricordo malauguratamente permane.

Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

https://youtu.be/UbBKYfVj334

“Arrivati in spiaggia ebbi una folgorazione. Avevo undici anni. E a fianco a me si sdraiò una mia coetanea e bellissima della quale follemente mi innamorai” Da L’AMORE AI TEMPI DEL MAESTRALE – Editoriale di Antonangelo Liori (Pastore di Aristan)

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