IPOTESI SUL PARADISO


Editoriale del 4 maggio 2026

Mercoledì 3 maggio, dopodomani, la lezione dell’Università di Aristan sarà particolarmente controversa e affascinante; il titolo è “Ipotesi sul Paradiso”. Ne parleranno il neuroscienziato Gianluigi Gessa che lo concepisce come un’illusione degli umani per esorcizzare l’ossessione della morte; il teologo, nonché arcivescovo emerito, Ignazio Sanna che, invece, pensa che non sia un’illusione ma la constatazione che l’amore ci trascende e non può morire; per la storica dell’arte Federica Schnek, infine, aldilà di ogni discussione, il Paradiso esiste: è nella visione degli artisti che hanno saputo immaginarlo e raccontarlo.  

Sull’argomento ho le idee chiare. Per me il Paradiso è piatto, sterminato e diverso da qualsiasi altra presenza di qualsiasi tipo nell’ Universo. Attraversa il centro dello spazio cosmico senza intralciare o essere intralciato in alcun modo dal movimento dei corpi celesti né dalle forze di gravità, né da qualsiasi altra forza. La sua centralità, essendo il Cosmo a sua volta sterminato, è determinata dall’unicità immobile della sua stessa presenza.

In molte zone del Paradiso piove a dirotto e quando smette le grandi pozzanghere riflettono le stelle dando l’impressione che siano enormi finestre sulle stelle sottostanti.

Filippo Martinez (Rettore dell’Università di Aristan)

“Ne parleranno il neuroscienziato Gianluigi Gessa che lo concepisce come un’illusione degli umani per esorcizzare l’ossessione della morte” Da IPOTESI SUL PARADISO – Editoriale di Filippo Martinez (Rettore dell’Università di Aristan)

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