Le cicale friniscono, le ciliegie maturano, la temperatura si arrampica. Il 25 dicembre, in Australia, come in tutto il sud del mondo, l’estate è appena iniziata. E allora suonano ancora più falsi gli alberi di Natale, i babbi Natale, le slitte trainate dalle renne, la neve. A Natale, coincidenze religiose a parte, l’umanità da millenni festeggia il solstizio d’inverno, i giorni che tornano ad allungarsi, la vittoria sulle tenebre. Qui invece si va verso il buio. Qualcuno ha proposto di spostare il Natale a giugno, in modo da permettere a miliardi di persone, soprattutto ai bambini, di provare le stesse meravigliose emozioni di coloro che lo festeggiano non dico in Lapponia, ma quantomeno nell’emisfero boreale. Si potrebbe fare a turno, o provare almeno una volta. Non sanno cosa perdono, gli australiani. Invece io che delle festività boreali non ne potevo più, sono scappato dalla folla e dal traffico e oggi festeggerò partecipando a un grasso barbecue sulla spiaggia. Aspetterò almeno un paio d’ore prima di fare il bagno. Buon Natale a tutti.
Tony Cinquetti
(Etica gastronomica)
COGLI L’ATTIMO
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gli aiutanti di Babbo Natale



