BADIAMO A COME PARLIAMO


Editoriale del 28 aprile 2021

Per Don Milani il controllo del potere passava attraverso la conoscenza profonda e la padronanza sicura della lingua: “Quando il povero saprà dominare le parole come personaggi, la tirannia del farmacista, del comiziante e del fattore sarà spezzata…”.
Mai avrebbe immaginato il fondatore della scuola di Barbiana che cinquant’anni più tardi molte persone istruite sarebbero state in realtà degli analfabeti.
È quanto denunciato nel 2017 da 600 docenti universitari in una lettera aperta, indirizzata al Ministro dell’Istruzione e al Parlamento “Contro il declino dell’italiano a scuola…”. Nella lettera gli accademici riferiscono di troppi laureandi che scrivono male in italiano e faticano a esprimersi oralmente con “errori appena tollerabili in terza elementare”.
Niente di cui stupirsi dato che dal 2000 gli studenti italiani di 15 anni nelle prove di comprensione dei testi scritti delle indagini OCSE PISA ottengono punteggi inferiori alla media degli altri paesi partecipanti. In altri termini i nostri quindicenni mediamente hanno difficoltà a comprendere l’idea centrale di un testo e solo uno studente su venti è in grado di distinguere tra fatti e opinioni. Nella lettera aperta i docenti universitari chiedono una reazione “appropriata” dei politici per risolvere il problema. Ma quali politici? Quelli che da anni riempiono i Tg e i blog di “se ci troveressimo” e di “mi facci finire”? Che affermano che “migrante” è un gerundio, o che si pongono pomposamente sotto egìde o egidie? Che si compiacciano delle gaffe linguistiche perché consapevoli che garantiranno loro la popolarità sui social e la “solidarietà” di molti elettori?
Non c’è dubbio che le cause dell’involuzione della lingua e del fenomeno dell’analfabetismo di ritorno sono tante e sono di portata globale: dalla moltiplicazione dei mezzi di comunicazione, alla multiculturalità della società, alla diffusione dei social con la loro “deregulation” linguistica. Il punto è che se è vero, come sosteneva Don Milani, che è solo la lingua che fa uguali, è diventato fondamentale, porsi la domanda “uguali a chi?”.

Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

“Mai avrebbe immaginato il fondatore della scuola di Barbiana che cinquant’anni più tardi molte persone istruite sarebbero state in realtà degli analfabeti.”
Da BADIAMO A COME PARLIAMO – Editoriale di Marianna Vitale (Spigolatrice di Aristan)

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