NON C'È PIÚ BELZEBÚ


Editoriale del 10 maggio 2013

Andreotti è morto a 94 anni, se n’è andato in silenzio, senza rivelare nessuno dei segreti sui fatti e misfatti della nostra storia repubblicana di cui era stato protagonista. Li porta con se, casomai dovessero servirgli. È stato il simbolo di molte stagioni politiche che con lui avevano sempre lo stesso clima. Nessuno, oggi, sembra in grado di raccoglierne l’eredità ma questo, al limite, può pure essere un bene. Gli ammiratori ricordano che fu un artefice del boom economico, i detrattori gli attribuiscono tanti altri boom. Sentenze definitive della magistratura certificano sue collusioni con la mafia (non a caso la notizia della morte l’ha data la famiglia). Insomma lui è scomparso ma l’alone rimane. Celebre la sua frase “il potere logora chi non ce l’ha” straordinariamente attuale se pensiamo a Bersani. Dal caso Moro all’omicidio Pecorelli alla stagione delle stragi: a torto o a ragione è stato accusato di tutto. Anche ora, appena appresa la notizia qualcuno ha detto: è morto Andreotti? Sicuramente c’entra Andreotti.

Gianni Stocchino
(Filmnauta di Stato)

COGLI L’ATTIMO

 

da Il Divo (2008) scritto e diretto da Paolo Sorrentino. Con Toni Servillo.

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