RISVEGLIO 'TOUCH'


Editoriale del 11 maggio 2013

Ogni risveglio è carico della notte e di tutte le notti precedenti, ed ogni giorno che passa il carico oscuro aumenta. È un po’ come riemergere da una anestesia totale, con la mano che ancora annaspa nel buio in cerca di un indizio di realtà. Provo a razionalizzare e a convincermi che i fantasmi seduti sul bordo del letto non sono reali. Ora, ad accogliere la mano errabonda, non c’è più il pulsante della sveglia, ma la superficie ‘touch’ dello smartphone da sfiorare. Cerco un contatto col mondo, continuando ad accarezzare il vetro leggermente intiepidito. Cerco senso nelle infinite possibilità che possono sgorgare da questo dispositivo carico di cose e potenzialmente connesso con l’universo mondo. Basterebbe che le dita mi comunicassero anche solo il tempo che fa fuori: questo buio è davvero definitivo od oltre questa stanza c’è un barlume di luce? Ma ogni tentativo è vano e alla fine l’unico feedback che arriva è l’effetto simulato della sciabordio dell’acqua dello ‘screensaver’.
Cos’è meno vero tra quest’acqua posticcia e i fantasmi compagni del buio?
Mi arrendo all’inevitabile. Appoggio il palmo della mano sulla calda superficie di vetro del visore ancora illuminato. Pace.

Alessandro Chessa
(Econofisico di Aristan)

COGLI L’ATTIMO

 

il Tuca Tuca ballato da Raffaella Carrà ed Enzo Paolo Turchi da Canzonissima del 1971

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