CONAN Il mistero della giustizia


Editoriale del 25 novembre 2016

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Quando Robert Howard scrisse Conan il barbaro, gli studi sull’Accadia erano agli albori e anche Maria Ginbutas non aveva dato vita a quella sua straordinaria teoria sulla migrazione dei popoli caucasici.
 Nei suoi fumetti, l’autore parlò di un passato che si perdeva nel sogno del futuro, in quella metafora di un tempo storico nel quale l’uomo giusto era costantemente in guerra contro tutto. Contro il male che distruggeva il bene e anche contro il bene che nascondeva il male. Conan è stato il mito della mia infanzia, eroe selvaggio e giusto che non fa mai ciò che vuole ma ciò che deve, pur andando contro il suo stesso interesse, vittima di un avverso destino.  Ma è segno dell’uomo combattere contro se stesso senza curarsi di vermi e topi.

Antonangelo Liori
(Microbiografo di Aristan)


Conan è stato il mito della mia infanzia, eroe selvaggio e giusto che non fa mai ciò che vuole ma ciò che deve
(da LA GIUSTIZIA DI CONAN, editoriale di Antonangelo Liori)

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