FRANCK


Editoriale del 27 novembre 2012

Accompagnavo mia madre a fare la spesa alla Coop e lei brontolava rimproverandomi di comprare un sacco di porcherie (che è il bello del fare la spesa alla Coop, ti immagini che palle acquistare il pane e il latte!). Le ho risposto che, se non le andava bene, andasse da sola a fare la spesa, tanto se ci andava da sola quella lì, poteva andarci anche lei. E le ho indicato una vecchietta di fronte a noi, età percepita 90 anni, che stava trotterellando verso il carrello di un tale così decrepito che sembrava il nonno della novantenne. Ho seguito la scena estasiato: l’anziana blocca l’anzianissimo e gli dice, con garbo struggente e voce d’altri tempi, che si è commossa vedendo che nel carrello di lui c’è il Franck. “Ricordo che lo comprava sempre mia madre”, aggiunge, “pensavo non esistesse più”. L’incartapecorito risponde qualcosa, ma con una dizione così flebile e incerta che non capisco una parola. Allora mi avvicino emozionato per vedere cosa sia il Franck nel carrello e scorgo una piccola scatoletta in cartone giallo, simile a quella dell’Idrolitina, con un’etichetta in caratteri liberty. Senza sapere che cosa fosse, la cerco tra gli scaffali e, dopo averla trovata, ne compro 10 scatole. Appena rovescio il prezioso contenuto nel mio carrello, mia madre fa una scenata da infarto perché butto soldi per simili troiai. Ma io sono superiore a queste volgari manifestazioni di insensibilità alla cultura e alla poesia e torno a casa felice con i miei Franck. Leggo le istruzioni e scopro trattarsi di ‘caffè di cicoria’, lo preparo con amore e lo bevo. Una schifezza assoluta, dal sapore disgustoso, con retrogusto di piscio. Chi se ne frega. Rimane una magia miracolosa, un prezioso reperto archeologico nel supermercato, la vera madeleine di Proust: il Franck che, migliaia di anni fa, comprava la mamma della vecchina! Butto il contenuto nel secchio del sudicio, conservo la scatola e regalo, con molta enfasi, le altre 9 a parenti e amici. E ora invito tutti voi a cercare e comprare scatole di Franck: il prodotto è così datato e cattivo che rischia seriamente l’estinzione. Non so proprio chi avrà il coraggio di berlo in futuro, e il nonnino Matusalemme di certo in questo momento già non sarà più tra noi. Diamoci da fare per impedire che il Franck finisca fuori commercio. Mica è necessario che lo beviate: basterà comprarlo e ammirare la scatola per provare l’ebbrezza di aver vinto il tempo.

Fabio Canessa

COGLI L’ATTIMO

 

Carosello dell’Idrolitina con Gino Bramieri

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