LA VACINADA


Editoriale del 3 maggio 2021

‘La Vacinada’, un video musicale pubblicato su YouTube venerdì scorso, credo sia l’opera poetica, dunque d’arte, più bella di quest’anno; lo ha scritto, diretto e cantato Checco Zalone, al secolo Luca Medici. Racconta in uno spagnolo maccheronico di un dongiovanni coatto che, ricattato dal pericolo di contagio, concentra la sua attenzione su una preda più sicura, una preda vaccinata; e poco gl’importa che adesso le vaccinazioni siano riservate alle persone anziane. Lui è un conquistatore, un guerriero e non si tira mai indietro. Sa bene “che alla gherra ogni buco è trincea”, così corteggia romanticamente un’attempata vaccinata (Helen Mirren), e la conquista.
Solo un vero artista può riuscire a essere al tempo stesso così trucido ed elegante, solo un vero artista può trattare il decadimento fisico (“Quando se mueve suave e sensual parre che il femore è original”) e le sue sgradevoli conseguenze (“No, non mi importa si trovo al mattino el tu sorriso sul mi comodino) con una leggerezza priva di ipocrisie che sa far ridere.
L’arte in generale e la poesia in particolare faticano molto a essere riconosciute come tali se non ostentano struggimenti esistenziali, lutti e ululati. Specialmente in Italia. Per questo un grande poeta come Totò è stato riconosciuto come tale molto tardi, e solo dopo essere stato sdoganato dal carismatico Pierpaolo Pasolini. L’arte è vita, e dove c’è la vera vita inevitabilmente c’è l’arte. In qualsiasi campo. Einstein era un artista che si esprimeva col linguaggio della scienza; anche Cavallo Pazzo era un artista, anche Spinoza. Due giovani filosofi inglesi, Thomas Cathcart e Daniel Klein, in uno splendido libro intitolato ‘Platone e l’ornitorinco’ affermano che “la filosofia e le barzellette nascono dallo stesso impulso: confondere il nostro senso della realtà, mandare gambe all’aria i nostri mondi e stanare le verità nascoste, e spesso scomode, che riguardano la vita”. Hanno mille volte ragione. E dirò di più: tutti i veri artisti, al di là dei mezzi che utilizzano per esprimersi, sono tragediografi. I tragediografi infatti, non dimenticando mai che il loro tempo è limitato, sentono l’urgenza di testimoniare la vita nelle sue verità più scintillanti, più coraggiose. Possibilmente più divertenti. Per questo i poeti come Luca Medici, o come Buster Keaton, o come Renzo Arbore, sono soprattutto dei meravigliosi tragediografi.

Filippo Martinez (Storico dell’arte)

“La Vacinada”, un video musicale pubblicato su YouTube venerdì scorso, credo sia l’opera poetica, dunque d’arte, più bella di quest’anno.”
Da LA VACINADA – Editoriale di Filippo Martinez (Storico dell’arte)

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA