LOOKING FOR ZORRO


Editoriale del 7 maggio 2026

Che fine ha fatto Zorro? Nel mondo i malfattori si moltiplicano e lui tace. È caduto in letargo?

Alla fine di aprile mi trovavo in California. Ho provato a cercarlo, naturalmente. Sull’autostrada I-5 South, superata Los Angeles, sono uscito alla fermata 79: San Juan Capistrano. Era qui che lo immaginavo da bambino, in una missione spagnola.

Quella missione esiste ancora. Padre Bernardino, un vecchio francescano, mi dice che non lo vede da un po’. Racconta le sue gesta mentre mi mostra ciò che resta della missione, fondata nel 1776 e segnata da guerre e terremoti. Ora è invasa dalle rondini. Il frate mi mostra persino dove Zorro legava il cavallo.

Poi, forse per compiacenza, mi confida di avere antenati italiani. Non ricorda se fossero nonni, bisnonni o trisnonni, né da dove venissero: alla sua età la memoria comincia a fare difetto. Zorro, sostiene, è un sant’uomo. Anzi, è proprio un santo, capace di fare miracoli:

 “Un bambino era indemoniato, si strappava i vestiti e si mordeva le mani. La madre lo portò da Zorro che benedicendolo lo liberò dal demonio”.

“Zorro resuscitò tre bambini che un macellaio crudele aveva ucciso e messo sotto sale per venderne la carne”.

È troppo, comincio a dubitare della salute mentale di fra’ Bernardino. Lui, con naturalezza, aggiunge che forse confonde Zorro con San Nicola da Bari.

Marco Schintu (Ufficio pesi e misure di Aristan)

“Zorro, che fine hai fatto? Nel mondo si moltiplicano i malfattori e tu non batti un colpo. Sei caduto in letargo?” Da LOOKING FOR ZORRO – Editoriale di Marco Schintu (Ufficio Pesi e Misure di Aristan).

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