UN EROE IN FONDO AL MARE


Editoriale dell'8 maggio 2026

Chi è, davvero, un eroe? Quali sono le sue caratteristiche e quali sono le caratteristiche delle sue scelte ed azioni?

L’enciclopedia Treccani spiega che “Viene chiamato eroe chi, in imprese di guerra o azioni di altro genere, dà prova di grande valore e coraggio affrontando gravi pericoli e compiendo azioni straordinarie. Ma è un eroe anche chi dà prova di grande abnegazione e spirito di sacrificio, impegnandosi a fondo per un ideale nobile”. Eppure, a me resta un dubbio: quanto conta la consapevolezza? Un eroe deve riconoscere il pericolo che corre? In teoria sì altrimenti non sarebbe un eroe, ma un incosciente. Ed è sempre un eroe anche se il suo atto, seppur eroico, non porta a nessun risultato, e perciò è assolutamente inutile? E come si definisce chi compie un atto per noi eroico, ma per lui assolutamente naturale, quasi privo di scelta?

Pensavo a queste domande osservando un essere che non assomiglia a Superman, né ad Achille e nemmeno a Nelson Mandela.  Un essere senza cappa e spada, che passa la sua vita nuotando tra alghe e fondali marini, fino a quando deve riprodursi. A questo punto la femmina di polpo depone le uova in un anfratto e per proteggerle, ventilarle ed ossigenarle, rimane mesi, come un guardiano, finendo per non mangiare e non dormire. Alla schiusa delle sue uova, quando i piccoli iniziano la loro vita, la mamma polpo finisce la sua ed esausta, muore.

Per lei è naturale. Il suo ciclo biologico prevede ciò. Nulla di speciale. Nulla di mitologico o di eroico. Ma in quella sua “grande abnegazione e spirito di sacrificio” io ci trovo tutte le caratteristiche che ci fanno definire un eroe. Per questo, poco tempo fa, mi ha colpito la storia di Ghost, un polpo femmina dell’Aquarium of the Pacific di Long Beach, in California. Come tutte le femmine di questa specie, arrivata alla maturità, ha deposto le sue uova. Le ha vegliate e curate. Difese e pattugliate come fossero il suo tesoro più grande. Poi come prevede il suo ciclo, digiuna da mesi, è morta sul fondo della sua vasca. Ma quello che non poteva sapere è che le sue uova, essendo lei l’unica inquilina di quella triste vasca, non erano state fecondate da alcun maschio e per questo erano sterili.

Un eroe tragico, come tutti gli eroi. E come canta Francesco Guccini “Nella fantasia ho l’immagine sua: gli eroi son tutti giovani e belli.” Nella mia fantasia, a volte, hanno anche otto tentacoli.

Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

“Chi è, davvero, un eroe?” Da UN EROE IN FONDO AL MARE – Editoriale di Monica Mazzotto (Biofila di Aristan)

« Archivio »

  • MANIFESTO DI ARISTAN


    ANTEPRIMA
  • PROMO ARISTAN ROBERTO PEDICINI


  • INNO


  • IL TEMPO DEI TOPI DI FOGNA


  • CIAO NADIA