PARSIFAL, Il cavaliere errante


Editoriale del 18 giugno 2017

Nelle sue lunghe veglie dietro al gregge mio nonno leggeva, alla luce della luna, i romanzi cavallereschi, nonostante avesse frequentato solo la seconda elementare. Quando entrai a scuola mi regalò un libro di Chretien de Troyes, che custodiva con un tesoro, nel quale si raccontava la storia di Parsifal, il cavaliere errante discendente di Giuseppe d’Arimatea, colui che seppellì con onore il Cristo. Nonostante i dolorosi travagli e le infinite peripezie, Parsifal riuscì a trovare il Sacro Graal perché il suo cuore era puro. Da quel libro ho capito che ciò che davvero conta non è il viaggio in sé né il risultato che si ottiene, ma la purezza del cuore di chi cammina. Così vado per la mia strada senza sentire alcun male. Il primo regalo è l’unico che rimane.

Antonangelo Liori
(Microbiografo di Aristan)

Nonostante i dolorosi travagli e le infinite peripezie, Parsifal riuscì a trovare il Sacro Graal perché il suo cuore era puro. (da PARSIFAL, Il cavaliere errante, editoriale di Antonangelo Liori)

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