Sembra che nel tennis, come nella vita,
ci siano ore che non si discutono –
il mezzogiorno.
Quando il sole non illumina più…
interroga.
È l’ora antica della Scrittura –
quella in cui il deserto brucia,
la mente si svuota,
e anche i santi cercano un’ombra.
L’ora in cui il salmista vede avanzare
la rovina che schiaccia.
E noi, moderni, abbiamo deciso
che proprio lì si deve giocare –
perché la tecnologia è avanzata,
i biglietti contano,
gli atleti sono preparati,
e il corpo — dicono — è una macchina.
Finché non si fonde.
E allora ti torna in mente il salmo:
«Non temerai il panico della notte,
né la freccia che vola di giorno;
né il colpo che avanza nel buio,
né la rovina che devasta a mezzogiorno». (Salmo 91,5-6)
Già –
Ma il salmista parlava del male…
noi, invece, riusciamo a farci bastare un tabellone orario.
E tu, Signore,
ci proteggi dal male…
ma non dalla nostra organizzazione.
Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)
“E noi, moderni, abbiamo deciso che proprio lì si deve giocare – perché la tecnologia è avanzata, i biglietti contano, gli atleti sono preparati, e il corpo — dicono — è una macchina. Finché non si fonde.” Da SALMO 556 — LE SFIDE A MEZZOGIORNO – Editoriale di Antonio Pinna (Salmista ad Aristan)



